Ciao fjoi
Dai, alla fine un commentino elettorale ci vuole. Almeno mi sembrerà di giustificare le ore passate davanti al pc e al canale della CNN (conteporaneamente, intendo). Ore terminate con i dieci minuti che mi sono preso stamattina (ore 10:00) dal corso di svedese per vedere come andavano i collegi esteri e con l'espressione rilassata di chi si è tolto un peso una volta tornato in classe, la quale, lo ricordo per quelli che non avessero ancora ascoltato questa battuta, sembra una di quelle barzellette che cominciano con
"C'è un inglese, un polacco, un arabo e un italiano..."Inizio con le cose che mi hanno dato piú ai nervi di questi tre-quattro giorni.
- I blog dei giornalisti e derivati della CdL e la loro sobrietà.
- Il Foglio e il suo editoriale pre-elezioni: magari non abbiamo fatto nulla di quello che abbiamo promesso e siamo una costante fonte di vergogna internazionale, però vuoi mettere quanto siamo delle macchiette...
- Il Giornale.
- Il post di Grillo e le manifestazioni di giubilo anticipate che hanno portato di una sfiga
Nessun trionfalismo, s'intende, che sarebbe abbastanza fuori luogo. Però un minimo di soddisfazione per:
- Il fatto che questa legge elettorale innominabile era fatta per far perdere il candidato Bulldog e si è rivelata un boomerang. Infatti la Caimano-swingband ha perso alla camera per il premio di maggioranza da loro voluto e al senato grazie al fatto che sono andati come partiti singoli. Chi è causa del suo mal...
- Maggioranza al senato grazie al voto degli italiani all'estero. Un minimino di orgoglio.
- Il fatto che c'erano 9 milioni di non-italiani (piú o meno tutti qui) che aspettavano lo stesso risultato di alcuni italiani.
- Il fatto che ieri alle 21:00 la vedevo davvero male.
- Il fatto che ieri alle 19:30 stavano già iniziando con il crepa crepa e il "ride bene chi ride ultimo". Che ora hanno commutato in un "tanto non durate un anno".
- Nonostante tutte le difficoltà derivanti da una maggioranza esigua e a parte tutti gli altri casini che sicuramente verranno,loro se ne vanno finalmente, inesorabilmente a casa.