
Era da tanto che non mi facevo vedere qui, lo so.
Mooooolto tempo fa feci una
minimini recensione di 10,000 days dei Tool. Cannai di bestia. La realtà è che quell'album è una figata assoluta.
Ora ci riprovo sperando di non dovermi riconfutare tra una paio di anni.
I Nine inch Nails hanno fatto una cosa davvero interessante. Era da un po' di tempo che durante i
loro live attaccavano l'industria discografica (con loro stessi dentro) al suono di "Steal more music". Alcuni (me compreso) la trovavano un'operazione facilona e paracula.
Poi invece vengono fuori producendo Ghosts I-IV. I primi fantasmi sono aggratis e gli altri a prezzo bassissimo da scaricare in rete. Neanche un centesimo ad un intermediario. Dalla mucca alla tavola. Inoltre voci dicono che nel loro sito i NIN in persona stessero dando consigli su come e dove scaricare le versioni migliori P2P dell'opera completa.
Io dico: figo, bella attitudine, ascoltiamo.
Insomma l'album è una figata, diversamente da ciò che ne pensa
lui. È sicuramente non-standard, non ci sono pezzi, non ci sono voci, non ci sono ritornelli o strofe. Ma lo trovo intuitivo e disilluso, in una maniera di cui si sentiva un certo bisogno. Sono una lista di immagini, tra loro disconnesse. Si sente che ogni diapositiva è però elaborata al punto giusto. Nonostante siano molte tracce, nessuna sembra essere messa li a cazzo.
Il leit-motif dell'album è la sperimentazione sul suono puro. Le chitarre sono esaminate e portate ai limiti, così l'elettronica e le percussioni acustiche. Il risultato è che i suoni sono oggetti astratti indipendenti tra loro.
Reznor sa che non è il primo al mondo a fare un album strumentale e, secondo me, non cerca neanche di provarci. Mette assieme il risultato di esperimenti fatti in studio.
Insomma, ascoltatevelo perchè merita.